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Il comune di Maglione appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Storia

Origine del nome:
Il toponimo è attestato sin dal X secolo come Castro Malione, con le varianti Maglonus (1224) e Loco Mallioni (1229). Per alcuni studiosi il termine deriverebbe da maglio, dal latino malleum, ciioè martello. Per altri come il filologo francese Du Cange (1610-1688) esso avrebbe origine dalle voci Malones, Malhones che significano Vinae, Vigne dovuto alla presenza di copiosi vigneti.

Notizie storiche:
Le prime notizie risalgono al 999 quando il borgo è nominato in una donazione di terre dell'imperatore Ottone III al vescovo di Vercelli; il 22 gennaio 1141 compare un altro documento concernete l'investitura del castello di Maglione, concessa da Guido II, conte del Canavese, al comune di Vercelli.
Vercelli, per trarre a sè i vassalli eporediesi, lo infeudò nell'anno 1208 al ramo dei conti di Valperga di Masino, con il patto che sarebbero stati loro vassalli ed all'occorrenza avrebbero combattuto contro i nemici della città, in special modo contro i signori canavesani. Inoltre, in caso di guerra contro i conti canavesani, era nominato castellano di Maglione un cittadino del Consiglio di Vercelli, possessore di un patrimonio di almeno 2.000 Lire.
Di queste investiture si conservano gli atti dell'8 luglio 1209, del 18 maggio 1224, nonchè dei giuramenti di fedeltà prestati dai conti nel 1232, 1241 e 1303.
Nel 1444 i conti di Masino, impoveritisi per le lunghe contese sostenute per difendere le loro terre, sono costretti a cedere Maglioni e altri territori del contado a Jacopo Valperga, che assumerà il titolo di conte Jacopo I, dando origine alla seconda dinastia dei conti di Masino.
A seguito dell'invasione delle truppe del duca di Savoia nel 1462, Maglione combattè unitamente al resto del contandi di Jacopo I per difendere i propri possessi. In questa occasione Maglione non subì grandi saccheggi.
Il 6 settekmbre 1528 viene stipulato un atto di vendita da Ettore di Valperga a favore di Agostino di Valperga della sesta parte del castello e il luogo di Maglione, con la relativa investitura concessa dal dura Carlo II di Savoia.
Nel 1648 gli Spagnoli, comandati dal generale Carasenna, attaccaron il castello di Maglione, difeso dal conte Verrua. Furono respinti, ma nel 1652 la roccaforte capitolò e fu distrutta.
Il paese venne anche invaso dai francesi, in marcia verso Ivrea, nel 1704.
All'estinzione della dinastia dei Valperga i loro possessi passarono ai conti Avogadro Lascaris.
Durante il ventennio fascista un regio decreto stabilì che Maglione, a partire dal 1° gennaio 1929, veniva assorbito dal comune di Borgomasino. Nel 1947 i Maglionesi, con determinazione e caparbietà, riescono a riacquistare la propria autonomia riportando nuovamente il comune a Maglione.

Ritrovamenti storici:
Nel 1866 in regione Valsorda avvenne il ritrovamento di una tomba formata da lastroni in terracotta, contenete bicchieri in vetro e una moneta di Costantino imperatore romano.
Nella regione Carasenna, dove sorge la cappella di S. Maurizio, furono ritrovati armi ed arnesi militari, nonchè la tomba di un ufficiale superiore spagnolo.

Cenni artistici:
Dell'antico "Castrum Mali", edificato dai conti Valperga di Masino intorno al secolo XIII, sul colle che sovrasta l'abitato a quota 343 metri, non rimane che una torre quadrangolare cuspitatata e coronata da quattro fiamme, che funge da campanile nell'attuale cimitero.
La chiesa parrocchiale dedidata a San Maurizio, è stata ristrutturata ed ampliata, con l'aggiunta dell'altare maggiore ed il coro, nel 1737 e terminata nel 1744. Ha la facciata baroccoa ed all'interno quattro altari, di cui il maggiore e la balaustra sono di marmo finemente intarsiato. E' posta sulla sommità di una piazza asimmetricca che racchiude la canonica, con il suo bel loggiato, le case patrizie ed il palazzo comunale.
Nella parte più bassa del paese troviamo la chiesa votiva di San Grato, restaurata negli ultimi anni.
Lungo la strada che porta a Cigliano, in regione Carasenna, si trova la chiesa di San Maurizio, eretta nel luogo dove si accamparono gli Spagnoli durante l'assedio al castello (1648-1652).
In un parco ombroso sulla strada per Borgomasino ci imbattiamo nella chiesa di San Rocco, edificata sul territorio dell'antico lazzareto.