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La parrocchiale di Maglione è dedicata a S. Maurizio; se ne trova notizia già nel 1287.
Il culto per il Santo si dovette probabilmente ai Savoia a lui devoti, che nel corso dell’XI sec. avevano conquistato il Vallese occidentale (Svizzera) dov’era forte la dedizione al Santo, ed erano divenuti titolari della marca di Torino, ben prima di avere supremazia in Canavese (i Savoia ottengono la concessione del governo di Ivrea nel 1313). I Savoia avevano diffuso la devozione per S. Maurizio nei territori sabaudi nominandolo patrono di Casa Savoia e nel 1572 circa il duca Emanuele Filiberto aveva fatto traslare a Torino parte delle reliquie del Santo, passando per Aosta, Ivrea, Chivasso. Reliquie che ora si trovano nella cappella della Sindone.

Le notizie sulle vicende legate a S. Maurizio risalgono al IX secolo e più che dello storico hanno del leggendario. S. Maurizio, III sec. d.c. sarebbe stato un ufficiale della Legione Tebea operante in Mesopotamia, formata da cristiani d’Egitto. Massimiano, divenuto nel 285 imperatore dell’Impero Romano d’Occidente con capitale Milano, condusse la Legione Tebea nella Gallia romana con lo scopo di combattere i “barbari” nemici germanici, i Quadi e i Marcomanni, e di sottomettere alcune popolazioni locali ribelli. La missione riuscì, ma al successivo ordine di Massimiano di perseguitare e uccidere alcune popolazioni locali del Vallese, che erano cristiane, la Legione con a capo Maurizio oppose rifiuto e si votò al martirio. La legge militare imponeva infatti come punizione la decimazione, ovvero la morte per decapitazione di un decimo per volta dei soldati insubordinati. Tutti via via affrontarono il supplizio con coraggio. Il massacro dei legionari avvenne ad Agaunum nella Gallia Vallese (Svizzera), oggi Saint Maurice, nell’anno 287 sotto il regno di Diocleziano.
Altre fonti vogliono che la decimazione della Legione Tebea fosse conseguente alla disobbedienza all’ordine di sacrificare agli idoli come atto propiziatorio in vista della campagna militare imminente.

S. Maurizio lo si vede raffigurato con la pelle scura solo dall’anno 1240, avendo preso piede la tesi che come indica il nome egli dovesse essere moro ossia africano, tanto che i tintori lo elessero a loro protettore. Alcuni studiosi lo vogliono egiziano poiché il nome Maurikios compare nei papiri; altri originario della Nubia ai confini dell’Egitto. Nubia che in epoca romana era stata invasa proprio da popolazioni negre.
È rappresentato con la sua armatura, spada, stendardo con croce rossa in campo bianco, e Croce Mauriziana sul petto. S. Maurizio è anche patrono degli Alpini e della Guardia svizzera.