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Le matarille si possono considerare oggetti di culto cristiano stabilmente inseriti in un preciso rituale liturgico. Risalirebbero agli alberi di maggio, "i maggi", e a strutture simili, molto diffuse in buona parte dell'Europa come oggetti al centro di feste di inizio anno o di un ciclo stagionale tese a celebrare e favorire raccolti annuali e passate poi progressivamente in rituali cristiani come le feste patronali.
A Maglione, durante la festa patronale dedicata a San Maurizio (terza domenica di settembre), le matarille sono portate in processione da otto "mate" ovvero otto fanciulle nubili accompagnate da otto ragazzi, gli alabardieri.
Il Santo Patrono di Maglione è S. Maurizio, martire del III secolo d.C, comandante delle legione Tebea composta da 6000 soldati cristiani sterminati da Massimiano e protettore ufficiale della Real Casa e Stati Savoia.

Durante la processione in onore del Santo le matarille vengono portate sulla testa da otto ragazze scortate da otto ragazzi recanti ognuno un'alabarda anch'essa ornata con fiori e nastri. Questi ultimi sono probabilmente un ricordo dell'antica "badia", di origine settecentesca, il cui capo era l'Abbà. Egli aveva l'impegno di procurare i suonatori per l'accompagnamento musicale della festa e ricercare pubblicamente coloro che volevano essere inseriti nel ruolo dei soldati dell'Abbazia, con il compito di portare le alabarde scortando le ragazze, la statua del santo e il clero durante la processione.

Accompagnata dalla musica della Banda la statua raffigurante San Maurizio segue le matarille durante la processione, portata sulle spalle di volenterosi e forti fedeli, visto il notevole peso della statua.
Fino a una ventina di anni fa le ragazze indossavano in occasione di questa suggestiva processione abiti simili a quelli delle spose; attualmente sia le ragazze che gli alabardieri portano abiti di ispirazione seicentesca.

Nel 1602 il Sinodo di Ivrea criticava la persistenza di culti di fertilità costituiti da processioni di sole donne attraverso le campagne per assicurare un buon raccolto. In queste processioni le donne rivestono abiti delle feste aggiungendo ornamenti particolari come fiocchi, nastri, collane e portano sulla testa un copricapo molto alto a forma di piramide tutto quanto ricoperto di fiori.
Quel copricapo, altresì detto carità o atsànt in alcune località piemontesi, fa parte di un momento evocativo in cui convivono esperienze simboliche pagane con altre di tradizione cristiana.
Anche a Maglione perdura la tradizione della benedizione del pane: durante la messa del lunedì successivo alla festa viene benedetto il pane che sarà distribuito alla popolazione all'uscita dalla chiesa. Fino ai primi anni '70 un pezzo di pane benedetto veniva infilzato in punta alle alabarde.

Una leggenda raccontata dalle nostre nonne dà una versione romantica della tradizione delle Matarille e Alabarde di Maglione: durante l'assedio del castello da parte degli Spagnoli, alcune donne e ragazze si erano organizzate per portare viveri e generi di prima necessità agli assediati, nascondendoli in alte ceste coperte di fiori che venivano poste sulla testa. Le ragazze per la loro sicurezza venivano accompagnate da soldati armati lungo il tragitto che compivano fino al castello. Da qui, secondo la leggenda, dovrebbe essere nata la tradizionale processione della festa patronale.